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Cinquant'anni invece di due stagioni

Jerry Lorenzo lascia adidas e misura il suo marchio in decenni, Telfar smonta la parola streetwear, de Castro punta il dito sul volume. La moda cambia unità di misura.
Digital Intelligence Podcast

La fine dell'hype, e il disaccordo su cosa venga dopo

Il punto su cui più voci convergono è che il ciclo del logo e dello streetwear si sia chiuso. Li Edelkoort, che fa previsione di tendenza da decenni, lo dice nella forma più netta: la sneaker torna mocassino, la t-shirt torna camicia, e «la convenzione sta diventando molto importante». Jerry Lorenzo lo conferma dall'interno del fenomeno che ha contribuito a creare: uscito dalla partnership con adidas, dichiara di voler costruire un marchio che esista fra cinquanta o cent'anni — un metro di permanenza, non di stagione. E i dati di Lyst mostrano che il desiderio ha ripreso a seguire il calendario, non l'hype continuo.

La diagnosi economica corrispondente arriva da Imran Amed, che parla di una vera e propria crisi del lusso: dieci anni di aumenti di prezzo non accompagnati da qualità hanno rotto il patto con il cliente aspirazionale. Qui il quadro si salda: se il prezzo non compra più desiderabilità, l'accessibilità smette di essere il ripiego e diventa una posizione. Telfar Clemens lo sostiene da anni trattando il prezzo come materiale progettuale e rifiutando l'etichetta "streetwear" come categoria usata per escludere i designer neri; Lyst, misurando i comportamenti reali, registra Massimo Dutti in top 10. Sul versante opposto, la quotazione di Shein a 26,5 miliardi, un quarto del valore pre-pandemia, indica che l'accessibilità da sola non basta a costruire legittimità.

La divergenza vera riguarda il consumo. Amed e Lyst ragionano su come far ripartire il desiderio; Orsola de Castro contesta la premessa, sostenendo che il problema è il volume, non il materiale, e che sono sopravvissute solo tre pratiche — usato, riparazione, sartoria. Da qui la tensione di fondo: tutti chiedono capi che durino, ma per alcuni la durata è un argomento di vendita, per lei è ciò che rende superflua la vendita successiva. Che le voci più interessanti oggi siano un forecaster e un'attivista, mentre i direttori creativi tacciono, è già un indizio di dove si sia spostata l'autorità.

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