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Permanenza o desiderio: la frattura del lusso

Sul perché il lusso ha perso significato l'accordo è quasi totale. Ma sulla cura la moda si spacca: chi rifonda il valore nella durata, chi nel desiderio rinnovato.
Digital Intelligence Podcast

Dalle voci raccolte emerge una diagnosi quasi unanime: il lusso ha smarrito il proprio significato. È la tesi strutturale — non ciclica — di Imran Amed, che imputa all'industria un tradimento autoinflitto (prezzi gonfiati, qualità calante, ~50 milioni di clienti persi); ed è, da tutt'altra trincea, l'accusa di Orsola de Castro — «margini sconfinati per un prodotto scadente». Convergenza notevole: il critico business e l'attivista radicale puntano lo stesso dito contro lo scollamento fra prezzo e valore reale.

Da qui il primo asse trasversale: la permanenza contro l'effimero. Jerry Lorenzo teorizza «uno standard, non una stagione»; Li Edelkoort celebra la convenzione come nuovo terreno creativo, invitando a evolvere i bestseller anziché inseguire TikTok; Tim Blanks pesa la «tenuta» di una collezione nel tempo più del debutto-spettacolo. È un coro anti-hype che attraversa streetwear, forecasting e giornalismo.

Eppure la tensione vera esplode sul consumo e il desiderio. Qui Demna rema controcorrente: il suo «product FOMO» — oggetti desiderabili a prescindere dalla funzione — è l'esatto opposto dell'obsolescenza-da-combattere di De Castro. E Lyst certifica il paradosso convertendo la controversia di Demna in metrica di successo: la viralità non è più rischio ma asset. La cultura del consumo, lungi dal placarsi, si reinventa come economia dell'attenzione.

Sull'accessibilità la divergenza è netta. Telfar Clemens abolisce la gerarchia alto/basso — «la moda è orizzontale» — facendo della scarsità il nemico; il lusso tradizionale, e lo stesso Demna, restano invece ancorati alla desiderabilità esclusiva.

Resta l'artigianato come ultima trincea condivisa: Angelo Flaccavento premia il rigore dell'idea singola contro l'eclettismo da styling, mentre De Castro ne fa atto politico.

La tensione di fondo è dunque una sola, declinata in più voci: dopo la sbornia finanziaria e l'appiattimento creativo — la «boring fashion» di Amed — la moda cerca un nuovo fondamento di valore. Ma si divide fra chi lo trova nella durata e nel significato, e chi nel desiderio rinnovato — bellezza «incondizionata» o sistema orizzontale. Convergono nella diagnosi; divergono radicalmente sulla cura.

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