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Le parti si sono invertite

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L'IA non è più una bolla e la partita passa alle istituzioni: Karp si affida ai tribunali, Tan invoca una politica industriale, i costruttori entrano nello Stato.
Digital Intelligence Podcast

Il primo dato trasversale è che il dibattito sull'intelligenza artificiale ha smesso di chiedersi se la tecnologia funzioni. Azeem Azhar vede la curva girare verso l'alto e abbandona la tesi della bolla. Tyler Cowen sposta invece il freno fuori dai laboratori, nella regolazione e nel consenso pubblico. Così, senza citarla, entrambi confermano lo schema di Carlota Perez: alla sovracostruzione segue un'età dell'oro solo se le istituzioni compiono la loro svolta.

Su chi debba guidare quella svolta, però, la convergenza si rompe, e in modo paradossale. Alex Karp ha costruito Palantir sull'alleanza con lo Stato, eppure affida la sicurezza ai tribunali e alla responsabilità legale dei laboratori, fino a evocarne la nazionalizzazione. Garry Tan, da sempre ostile alle regole, propone una politica industriale americana fondata sulla distillazione dei modelli chiusi. Satya Nadella porta infine la governance dentro la corsa invece di fermarla. Mercato e Stato non bastano più a descrivere gli schieramenti.

Questa confusione di ruoli riapre la vecchia contesa fra innovazione dal basso e direzione dall'alto. Per Matt Ridley il nuovo nasce da combinazioni che nessun pianificatore vede arrivare. Mariana Mazzucato ricorda che dietro internet e il GPS c'era il rischio pubblico, e che il difetto sta nei contratti che non restituiscono allo Stato i rendimenti. Eric Ries porta invece la questione dentro l'impresa, in uno statuto che protegge la missione dalla pressione dei finanziatori.

Il nodo più profondo, tuttavia, riguarda la competenza più che la velocità. Kunal Shah racconta che l'IA scrive il 90% del codice di CRED e che un decimo delle persone produce su un'altra scala: descrive una capacità che si concentra in pochi. Mariana Mazzucato avverte che uno Stato privo di quella capacità non può governare. Intanto sono i costruttori a entrare nello Stato. David Vélez promette una Colombia nativa in IA, mentre Nandan Nilekani ridisegna gli esami pubblici indiani. La domanda giusta, direbbe Venkatesh Rao, è quali capacità migrano e quali restano locali. Da quella risposta dipende se le istituzioni si adatteranno o verranno riscritte da chi le ha già superate.

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