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Il collo di bottiglia ha cambiato indirizzo

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La bolla non è più una previsione ma un presupposto, e il vincolo dell'innovazione si sposta fuori dal modello: domanda, consegna, fabbriche, legittimità.
Digital Intelligence Podcast

La convergenza più forte tra questi pensatori non riguarda cosa l'AI sappia fare, ma dove si sia spostato il collo di bottiglia: fuori dal modello. Tim O'Reilly, editore e osservatore delle piattaforme, lo colloca nella domanda — una rivoluzione produttiva senza potere d'acquisto distribuito si auto-strozza. Jennifer Doudna lo colloca nella consegna, non nell'editing; Palmer Luckey nella manufacturability più che nella frontiera tecnologica; Nandan Nilekani nelle applicazioni anziché nei chip. Alex Karp arriva alla stessa conclusione dal lato opposto, sostenendo che il valore stia nel contesto operativo dell'impresa, non nel modello. È una tesi sull'assorbimento, e implica che il ritmo reale lo dettino istituzioni, fabbriche e mercati — non i laboratori.

Da qui nasce la seconda convergenza, sul ciclo: la bolla è data per scontata e il valore atteso dopo. Carlota Perez la legge come fase matura della rivoluzione ICT, Cesar Hidalgo dice apertamente che bisogna aspettarne lo sgonfiamento, e persino Satya Nadella — che quella bolla la finanzia — la subordina a una «social permission» che si perde se l'impatto non è visibile.

La divergenza vera è su chi dà la direzione. Mariana Mazzucato risponde che è già scelta da chi ha capitale, e che il problema è come la politica industriale è progettata e governata; Tim Harford e Matt Ridley rispondono che la direzione emerge dal basso, dall'attrito locale e dalla pluralità di sistemi in competizione.

Il dato interessante è che questa frattura sta cedendo dal lato bottom-up. Eric Ries è passato dagli esperimenti agli statuti societari, O'Reilly dalla fiducia nel processo distribuito alle scelte deliberate di design economico, e persino Zhang Yiming è rientrato per imporre al team Seed un divieto top-down di distillazione. Nella direzione opposta si muove quasi solo Anton Howes, che attribuisce il successo scozzese al capitale più che alle istituzioni educative.

Resta la tensione irrisolta che Mazzucato formula meglio: istituzioni a velocità umana contro capitale a velocità di rete. Kevin Kelly aggiunge il motivo per cui nessuno può risolverla ora — manca una teoria dell'intelligenza, e chi accelera e chi frena la presuppongono entrambi.

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