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Chi decide cos'è l'AGI

Andreessen la dichiara raggiunta, Chollet la misura sotto l'1%. Tre segnali su come il campo cambia forma mentre la disputa sulla definizione resta aperta.
Digital Intelligence Podcast

La tensione più nitida che attraversa queste voci è la divergenza tra chi pensa che l'intelligenza artificiale stia arrivando e chi pensa che stia già ristrutturando. Marc Andreessen dichiara l'AGI raggiunta tre mesi fa; Demis Hassabis fissa il 2029-2030; François Chollet risponde con ARC-AGI-3 dove i frontier model segnano sotto l'1%. Stesso fenomeno, tre letture incompatibili — perché nessuno ha ancora concordato cosa misurare.

Intanto la ristrutturazione organizzativa procede indipendentemente dalla definizione. Jack Dorsey taglia il 40% di Block, Naval descrive l'Autonomous Company come shift da "usare AI" ad "allenare agenti", Mustafa Suleyman promette automazione white-collar entro 18 mesi. È la convergenza più solida del corpus: l'AI non come strumento ma come nuovo layer strutturale dell'azienda, con o senza AGI.

Sul piano tecnico emerge una frattura profonda tra chi scommette sullo scaling (Huang: "l'era agentiva è arrivata") e chi lo considera un vicolo cieco. Yann LeCun brucia $1 miliardo su JEPA e world models, Ilya Sutskever dichiara l'era dello scaling finita e scommette sulla differenziazione algoritmica, Chollet su program synthesis. Non è dibattito accademico: sono miliardi su architetture incompatibili.

La seconda tensione fondamentale è sulla governance. Dario Amodei chiede potere governativo di blocco, Geoffrey Hinton ripete che la regolazione è il volante, Mira Murati chiede governance continua invece di checkpoint. Dall'altro lato, Andreessen investe $115M per costruire un blocco legislativo favorevole, Balaji consiglia di uscire prima che il sistema crolli.

Il filo rosso che nessuno nomina esplicitamente: la scarsità si sposta. Karpathy scrive che "non puoi esternalizzare la comprensione", Benedict Evans documenta un'adozione consumer larga ma superficiale, Simon Willison critica i safeguard silenziosi di Fable 5. L'intelligenza artificiale abbonda; la capacità di valutarla, contestarla, dirigerla — no.

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